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24-1-2013

Io stesso che sono sempre stato dalla parte degli immigrati provo un certo disagio circondato da tutti questi uomini dall’aria semiselvatica. Turchi, Rumeni, Egiziani e neri africani. Pachistani con le rose o forse bengalesi… Angelica è scomparsa e la mia giornata ha perso ogni riflesso di azzurro. Nella breve giornata di gennaio ho rinunciato a interrogarmi sulla missione. Potrebbe essere che sia più banale di quanto io pensi e che un segno mi appaia proprio e solamente se smetto di cercare, come nella lettera rubata di Edgar Allan Poe.

La luce giallina dei negozi di questa zona della città non promette merci di particolare qualità. Giochi, alcolici, vestiti di poco valore commerciale, pane e cibi calorici per la fame cattiva.

Prendo il bus verso casa.

Mi sono domandato se la comparsa di Angelica sia stata davvero un caso… forse è stata mandata scientemente e senza il suo aiuto è impossibile ricostruire il rompicapo. Ma potrebbe anche essere stata mandata per sviarmi. È proprio il fatto che sia così perfetta a farmi sospettare di Lei: com’è possibile che non sbagli nemmeno un gesto.

 

28-01-2013

JUPITER SIMPHONIA – Andante cantabile.

L’ho rivista. Ma di questo non vorrei parlare subito.

Vorrei solo porvi questo quesito. È possibile che qualcosa cessi di essere perfetto per la troppa perfezione? Beh, mi direte, è semplice: una cosa non può essere troppo perfetta. O è perfetta o non lo è. Punto.

Ma, aggiungo io, non esiste una sola perfezione… e così via, fino a dimostrare che la parola “perfezione” è una di quelle parole come “Dio” o “infinito” per le quali non esiste una definizione convincente: sono emozioni.

E allora Angelica era perfetta? No. Era molto di più. Ma ripeto che di questo non vorrei parlare adesso. Vi racconterò invece degli scarsi risultati della giornata nella precisazione di quale debba essere la mia missione in questa città bellissima e caotica, in cui mi sento spaesato a causa degli spazi larghissimi.

Ho osservato alcuni dei ragazzi che affollano gli autobus che prendo per raggiungere l’istituto in cui lavoro. E ognuno di loro mi appariva certo bisognoso di aiuto, ma la mia missione non si sarebbe rivelata certo sulla base di indizi così vaghi.

Di Angelica non solo non ero sicuro di potermi fidare, soprattutto non ero ancora riuscito ad avvicinarla in modo efficace. Non potevo certo buttarmi su di lei con una scusa qualunque, o comunque in modo goffo e improprio. Avrei bruciato per sempre la mia più promettente risorsa. Quanto all’informatore che mi era stato assegnato al momento dell’incarico, sapevo che mi osservava ma non sapevo che aspetto avesse né come e quando avrei potuto avvalermi del suo aiuto.

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