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29-01-2013

String quartet n. 12 – L.V. Beethoven

Il lavoro all’Istituto si svolge tranquillo. In realtà stiamo affondando tutti insieme in un baratro, o meglio in una depressione di cui non possiamo valutare la profondità. Ogni giorno, impercettibilmente scivoliamo, o ci sfaldiamo, ci sciogliamo in un liquido limaccioso. Impercettibilmente non vuol dire che non lo si sappia o per meglio dire che non lo si presuma.

Anzi non passa momento che non si levino alte le sirene d’allarme e i penitenziagite. Ma detto ciò, poi, non esiste alcuna vera, immediata percezione di questo sprofondare, così come non vediamo scorrere i ghiacciai: ma è poi vero che scorrano?

Così mentre mi guardo sprofondare vado dai cinesi a comprare un catino di plastica. 2 Euro e 90.

Il terreno di questa città fu un acquitrino, qui c’è acqua ovunque. È  un terreno ondivago… potrebbe essere che in realtà solo io e alcuni altri si stia effettivamente sprofondando…

Rieccomi nell’autobus stipato. L’uomo si offre di timbrarmi il biglietto (o bollare, se preferite). Aveva un sorriso civile, quasi simpatico. “Sono autobus del tutto inadatti a queste linee” disse, “sono progettati per un servizio di navetta e infatti non hanno porta posteriore”. Gli sorrisi a mia volta e risposi: “Già, sembra che abbiano raschiato il fondo del barile alla società dei trasporti”. “Oh… per quello il barile se lo sono venduto da un pezzo!” La battuta mi fece ridere di gusto. Poi di colpo ebbi un piccolo tuffo al cuore: che fosse l’informatore?

30.01.2013

Suite: Judy blue eyes. C.S.&N.

La realtà non è di facile interpretazione. Io sono una persona sfuggente. Tutto funziona a strappi, tutto è interrotto, smozzicato. Non mi fermo troppo in un luogo in genere: ho sempre paura che mi identifichino.

(Coyote – Joni Mitchell)

I nomi vengono confusi dai programmi per la digitazione assistita dei telefoni cellulari…

Angelica è di nuovo scomparsa e io cerco di non pensarci, come al fumo di tabacco e agli anelli del benzene e agli ideogrammi cinesi, tutte cose che danno dipendenza.

Ah! L’odore dei BTX, buoni e cancerogeni. Chi ha scordato il Bostik? Lo ricordo in latte da chilo, bianche con decorazioni gialle blu. Poi è uscito l’UHU-UHU ma già dal nome si capiva che era una bufala. Sorvolo sulla TRE-PIN-PRENE, con questo nome natural-sintetico, un classico del genere. E il benzoino della coccoina… maledetti! Il VINAVIL (bianco e rosso) si sarebbe detto commestibile… colle animali, colle vegetali, collagene di maiale, l’acqua di colla, dagliene dei nomi…

Forse ho bisogno di una sbornia ma mi rifiuto di bere più di una birra in completa solitudine.

4-02-2013

My man – Abbey Lincoln e Sonny Rollins

Devo pulire un po’ casa. Mia madre diceva sempre che se non pulisci vengono le bestie. Io non ho quel problema. Già ce l’ho. Ho “una bestia” a dire meglio, uno scarafaggino, un fuochista. Forse sono più d’uno ma io ne vedo sempre e solo uno alla volta.

Fa del suo meglio per essere discreto, corre tra le padelle unte cercando di non dare nell’occhio, di restare nell’ombra. Mi saluta con un cenno delle lunghe antenne e scompare. Devo dire che io non farei mai nulla per nuocergli. Però ho già trovato uno o due dei suoi predecessori arrostiti e incastrati sotto la corazza d’acciaio che è dietro i fornelli.

È per via del fatto che qui prima ci abitava un ministro del governo nigeriano. Così dice il padrone di casa. E il ministro gli ha macchiato la formica dell’armadio cucinino che lui aveva fatto giungere dalla Sicilia. Così ha dovuto far preparare una schermatura in inox da 3 millimetri alla difesa e l’ha posizionata dietro i fornelli di cui sopra. E gli scarafaggetti ci restano intrappolati. Perché non è un accrocco standard e loro non sono attrezzati.

Gil Evans – St. Louis Blues

Comunque mi sembra improbabile che un ministro del governo nigeriano abitasse in questo posto. Sarà anche stato nigeriano ma era pur sempre ministro e come tale intrallazzato abbastanza da permettersi qualcosa un tantino meglio.

Ma tutto questo è completamente irrilevante. L’importante è pulire un po’ casa. D’altronde se non lo faccio io nessuno lo farà per me, non c’ho mica la donna delle pulizie io.

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